Sindrome di Malan: cos’è e perché qui

Che cos’è la sindrome di Malan?

La sindrome di Malan, per molti anni nota come Sindrome di Sotos 2 per le somiglianze cliniche con la sindrome di Sotos, è una malattia genetica ultra-rara, identificata nel 2010, causata da mutazioni/delezioni a carico del gene NFIX (cromosoma 19).


La sindrome di Malan è una sindrome da iperaccrescimento e la sua prevalenza è stimata <1/1.000.000.

Per iperaccrescimento si intende una crescita eccessiva globale o segmentale rispetto a una popolazione di riferimento di pari sesso ed età. L’iperaccrescimento si rende solitamente evidente entro i primi mesi-anni di vita e spesso è presente già alla nascita.

 Segni clinici e caratteristiche principali

  • Iperaccrescimento pre e post natale
  • Macrocefalia
  • Facies caratteristica
  • Disabilità intellettiva/ritardo-assenza del linguaggio

Segni clinici e caratteristiche meno comuni

  • Anomalie gastrointestinali (vomito, diarrea cronica, costipazione)
  • Anomalie oculari (strabismo, nistagmo, pallore/ipoplasia del disco ottico, fotofobia)
  • Anomalie audiologiche
  • Anomalie muscoloscheletriche (scoliosi e pectus excavatum, dita lunghe e affusolate)
  • Problematiche cardiache
  • Malformazioni del sistema nervoso centrale

Segni clinici e caratteristiche principali

Come già evidenziato l’iperaccrescimento consiste in una crescita eccessiva generalizzata o localizzata che può delinearsi già in epoca pre-natale, ma può anche non esserci e manifestarsi dopo la nascita.

L’iperaccrescimento viene riscontrato nell’altezza, la quale risulta al di sopra della norma nei primi anni di vita e in età scolare. Nell’età adulta tende a normalizzarsi.

La macrocefalia, consistente in una aumentata circonferenza cranica, è un segno clinico presente nella quasi totalità dei pazienti affetti da Sindrome di Malan, ma non sempre è corrispondente ad una megaloencefalia, cioè ad una aumentata misura dell’encefalo, segno neuroradiologico.

La facies caratteristica rappresenta quell’insieme di segni clinici che i sindromologi vanno ad osservare, caratteristiche comuni che permettono di mettere in campo una ipotesi diagnostica.

Queste caratteristiche si manifestano sul viso, sulle mani e sui piedi.

Elenchiamo quelle più evidenti che sono la distanza degli occhi, la circonferenza cranica aumentata, le bozze frontali prominenti, il labbro ad arco di cupido, il filtro lungo, cioè la distanza tra naso e labbro superiore, mento appuntito, naso corto.

Queste caratteristiche in passato facevano subito pensare alla Sindrome di Sotos in quanto comuni. Oggi questi segni possono rivelare anche la Sindrome di Malan, che può essere anch’essa indagata a livello genetico.

La disabilità intellettiva e cognitiva può essere presente in gradi diversi, da lieve a grave.

A livello neurologico possono essere presenti vari segni come convulsioni ed epilessia, in maniera non comune. EEG o video EEG, imaging cerebrale (TAC o Risonanza magnetica – per osservare un’area di un organismo non visibile dall’esterno. La radiologia è la branca della medicina che principalmente si occupa di tutto ciò); sono esami che vanno a controllare e definire la patologia neurologica rilevata.

Molto più diffusa e prevalente è l’ipotonia, riduzione del tono muscolare, che rallenta l’acquisizione delle tappe dello sviluppo neuro-motorio. Per questo un trattamento riabilitativo precoce aiuta a recuperare i tempi e a migliorare l’evoluzione della crescita.

Altra caratteristica è la difficoltà nell’alimentarsi, spesso riconducibile all’ipotono delle labbra che rende difficoltosa la suzione; nel tempo si trasforma in difficoltà della masticazione. Molto difficile, tra l’altro, la riabilitazione oro-motoria per mancanza e scarsa presenza sul territorio di riabilitatori specifici, come disfagisti, che aiutano nella pratica della deglutizione.

Il ritardo del linguaggio risulta essere una caratteristica molto comune nei bambini con Sindrome di Malan, dalle semplici difficoltà di articolazione ai disturbi dell’organizzazione fonologica e grammaticale. Può esserci persino un’assenza del linguaggio, una vera e propria disprassia verbale (situazione molto grave e spesso persistente in cui il bambino non riesce a produrre suoni e parole). Necessaria in questi casi la terapia logopedica che si occupa dei disturbi del linguaggio, della comunicazione e anche dei disturbi delle funzioni orali (dalla suzione alla deglutizione, all’alimentazione di cui sopra); Gli interventi logopedici sono rivolti anche ai disturbi della comunicazione scritta o disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia).

In certi casi può essere utile usare la CAA, Comunicazione Aumentativa Alternativa, che fa uso di tecniche e strategie diverse, come le immagini, per imparare ad usare nuovi canali comunicativi.

A livello psichiatrico e psicologico possono essere evidenziati dei disturbi dello spettro autistico e ansia. Gli accertamenti diagnostichi per l’autismo sono strumenti standardizzati quali valutazioni, test, esami cognitivi e del comportamento adattivo. L’ansia è un fattore molto presente nei pazienti Malan e può scaturire dalla mancanza o limitata fiducia nelle proprie capacità. Nei bambini, invece, può essere alimentata da cambiamenti della routine quotidiana, dal non conoscere ciò che avviene precisamente durante la giornata. Può essere utile organizzare un diario dove si scrivono i vari appuntamenti e impegni in maniera ripetitiva in modo che possa essere uno strumento rassicurante per il bambino.


Segni clinici e caratteristiche meno comuni

Nelle caratteristiche meno comuni rileviamo i disturbi gastrointestinali che si presentano maggiormente nel primo anno di vita o al massimo nei primissimi anni di vita. Vomito, diarrea cronica dovuta ad un intestino ipercinetico, che velocizza l’espulsione dei residui della digestione o stipsi dovuta ad un intestino ipocinetico, che rallenta l’evacuazione; l’ipotonia della parete intestinale contribuisce ed accentua quest’ultima caratteristica.

Tra i segni variabili della vista è possibile trovare sclere bluastre, (la sclera è una membrana fibrosa opaca, che costituisce la parte posteriore del bulbo oculare e assume una colorazione bluastra quando ne è riscontrato un assottigliamento), ipoplasia del nervo ottico, miopia, strabismo, astigmatismo, fotofobia, nistagmo, cecità corticale.

Tra i segni variabili dell’udito si contraddistinguono l’ipoacusia, ma anche una iperacusia o ipersensibilità ai rumori. L’ipoacusia è un aspetto da indagare necessariamente se si verifica un ritardo del linguaggio.

Altre problematiche che possono essere presenti in maniera non comune riguardano l’apparato muscolo scheletrico. Tra queste cifosi, scoliosi, pectus excavatum (infossatura nello sterno che non ha rilevanza patologica ma solo estetica), iperlassità (maggiore mobilità articolare), dita lunghe e affusolate, età ossea avanzata, l’aspetto marfanoide dello scheletro, in particolare arti lunghi e sottili rispetto alla norma, soprattutto il rapporto diverso tra la misura delle braccia aperte rispetto all’altezza, se si prende come riferimento l’uomo vitruviano.

Proprio l’aspetto marfanoide che riconduce alla sindrome di Marfan, che ha come peculiarità problematiche cardiache, ha portato ad indagare anche questo aspetto nei pazienti affetti da Sindrome di Malan, in special modo malformazioni cardiache e dilatazione della radice dell’aorta. Al momento i dati sono rassicuranti, ma è necessario un dettagliato follow up per studiare situazioni in divenire.

19 Agosto 2021 – Giornata di sensibilizzazione per la Sindrome di Malan

19 Agosto 2021 – Giornata di sensibilizzazione per la Sindrome di Malan
La Dr.ssa Priolo interviene nella giornata di sensibilizzazione per la Sindrome di Malan facendo una breve sintesi di questa condizione ultra-rara
Promuoviamo insieme la giornata di sensibilizzazione per la Sindrome di Malan – “Noi siamo insieme… Insieme siamo più forti!”
Anche Tommaso offre il suo contributo alla giornata di sensibilizzazione per la Sindrome di Malan attraverso la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), uno strumento importante che facilita la comunicazione alle persone con difficoltà verbali