Che cos’è

Questa condizione clinica è stata descritta per la prima volta nel 1964

In cinque bambini che presentavano specifici tratti del volto, crescita accelerata, età ossea aumentata rispetto all’età cronologica e ritardo nell’acquisizione delle principali tappe di sviluppo psicomotorio; è caratterizzata da una rapida crescita che interessa soprattutto lunghezza e circonferenza cranica, che assumono valori superiori ai parametri della norma, e da aspetti del volto peculiari quali dolicocefalia (cranio allungato), bozze frontali prominenti, ipertelorismo (aumentata distanza tra gli occhi), rime palpebrali rivolte verso il basso, mandibola prominente, palato ogivale.

La prevalenza non è chiara ed è ancora oggetto di studio, ma si stima che sia tra 1:10.000 e 1:50.000 nati vivi; queste notevoli differenze sono facilmente spiegate dall’uso di criteri più o meno stringenti per la diagnosi clinica; la grande variabilità nella espressione della sindrome comporta, infatti, notevoli problemi nella sicura definizione della sua frequenza nella popolazione.

 

Diagnosi

Clinica:

La diagnosi clinica può essere confermata se una persona ha un volto tipico, una disabilità intellettiva e un iperaccrescimento; queste tre caratteristiche sono presenti in almeno il 90% delle persone con questa condizione. L’età ossea aumentata è un ulteriore elemento di conferma diagnostica.

I singoli criteri clinici, pur fondamentali per la diagnosi, sono tuttavia spesso presenti in forma sfumata, rilevabili anche nella popolazione generale e influenzabili dalle caratteristiche familiari.

Nell’ambito di uno studio effettuato nel 1994, è stato calcolato che l’età media di diagnosi era pari a 26,6 mesi. Da allora non sono state effettuate ulteriori ricerche in tal senso, ma è probabile che l’età media alla diagnosi si sia ridotta e la frequenza di diagnosi sia aumentata.

Genetica:

Le persone con sindrome di Sotos hanno solitamente un cariotipo normale. Il 50% dei giapponesi e il 10% dei non-giapponesi hanno una microdelezione (piccola perdita di materiale genetico) nella regione cromosomica 5q35, visibile con una tecnica nota come FISH, il 5% dei non-giapponesi ha una perdita di materiale ancora più piccola, visibile con l’esame noto come MLPA, e il 50% dei giapponesi e il 75-85% dei non-giapponesi ha una piccolissima mutazione puntiforme del gene NSD1, contenuto all’interno della suddetta regione.

È stata osservata una correlazione tra genotipo (caratteristiche genetiche) e fenotipo (caratteristiche somatiche),  per cui le cardiopatie congenite, le anomalie urogenitali e il ritardo psicomotorio grave sono più comuni nei casi con microdelezione; viceversa, questi pazienti presentano generalmente un iperaccrescimento somatico meno pronunciato rispetto a quelli con mutazione. Tuttavia è da sottolineare come non sia stata osservata la presenza di una correlazione tra l’estensione della microdelezione e la gravità del fenotipo clinico.

Recentemente sono state riscontrate mutazioni in un altro gene (NFIX) in alcuni pazienti con caratteristiche Sotos-like.

 

Dott.ssa Donatella Milani, Dirigente Medico di genetica medica presso l’Ambulatorio di Genetica Pediatrica, U.O. Pediatria ad Alta Intensità di Cura, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano