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01 APRIL 2013

Anno 2013 – Lizzano (TA)

 

Le parole che seguono sono di Emanuel, affetto da Sindrome di Sotos

Il mio incontro con gli altri sotos.
Quando siamo arrivati sabato pomeriggio e mamma è scesa dall’auto, io mi sono all’inizio un pò spaventato perché ho visto un bambino uguale a me poi sono sceso e sono andato al ristorante dove c’erano tutti gli altri “sotini”.
Ho stretto con tanta timidezza la mano a tutti. Li sentivo tutti uguali a me anche se erano tutti diversi gli uni d’altri.

Poi uno degli adulti, mi ha preso in disparte portandomi fuori dal ristorante per farmi delle foto con lui e..mi sono sentito famoso con un cameraman come lui.

E’ stato bello anche aver conosciuto Giovanni perché ho accolto le sue confidenze e lui le mie. Quando ho parlato con lui mi sono sentito capito, compreso e amato, in lui ci rivedo un po’ lo stesso sguardo, la stessa attenzione che mio padre ha avuto e ha tutt’ora per me.
Ho provato tenerezza e gioia nel vedere tutti quei bambini andare d’accordo tra di loro.

Penso che sono fortunati ad avermi incontrato perché sono più grande di loro, e ho molta più esperienza, so già cosa li aspetta in futuro, quali dolori, sofferenze o insuccessi proveranno. Ma so anche che ci saranno momenti di grande goia e di grandi successi.
Quando saranno più grandi e si sentiranno soli e incompresi spero che ci sarò, che li potrò aiutare dandogli una parola di conforto, riportandogli la mia esperienza e mostrandogli quello che in questi anni sono riuscito ad ottenere a volte con fatica e con l’aiuto di tante persone che mi stanno accanto, insomma sarò per il loro numero 1.

Ringrazio tutti per questa bellissima esperienza e spero di potervi incontrare molto, molto presto.

Quando un figlio pone una domanda, c’e’ sempre un senso: “Mamma, dove stiamo andando ?”

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